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martedì, luglio 15, 2008 Gennaio 1985
![]() Erano le vacanze di Natale, quell’anno di quel freddo micidiale... Penso che la nevicata di quell’anno se la ricordino tutti. Persino nonni e bisnonni non avevano mai visto un inverno simile. Ci fu una notte in cui la temperatura scese a – 29 gradi. La neve nel mio giardino aveva annullato le recinzioni... era diventato un tutt’uno col giardino dei vicini. Un enorme ammasso bianco informe. Nel cortile erano usciti tutti a spalare.... anche quelli che non lo facevano mai. Grandi e bambini, tutti insieme di fronte all’emergenza, ognuno contribuiva in qualche modo. Il problema era che la neve era così tanta che non si sapeva dove farla stare. In un angolo del parcheggio finimmo per fare una montagna di neve altissima che teneva il posto di tre o quattro macchine. Una volta finito di spalare, la montagna fu trasormata in un castello di ghiaccio... un fortino a grandezza naturale per battaglie a palle di neve. Era una neve meravigliosa, secca, soffice, leggera. Ti ci potevi rotolare in mezzo e non ti bagnavi. Ci divertimmo come bambini... anzi coinvolgendo anche i bambini. E anche gli adulti... qualche pallata se la scambiarono pure i papà. A me di solito non piaceva fare a pallate... però quell’inverno fu una cosa diversa. Nel bel mezzo di quell’inverno terribile, mio nonno portò a casa un nuovo cucciolo che prese il posto della Pina, morta nella primavera precedente. Era tutto nero, a pelo raso, con le orecchie dritte, tipo pinscherino. Decisamente piccolo.... da adulto sarebbe diventato tre kg o poco più. Era molto carino e furbo... ma io decisi di non affezionarmi. Sarebbe stato il cane di mio nonno... e io non dovevo intromettermi in una gestione che non condividevo. |